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“UNA PER TUTTE”, performance teatrale

Scritto e diretto da Gianni Quinto, con: Serena Zamboni Samura, Vasilica Gavrilaş Burlacu, Roberta Milia, Lucilla Muciaccia, Stefania Bigari, Federica Calderoni, Anna Rita Mannozzi.

 

Data: 8 ottobre 2019

Teatro Testaccio, Via Romolo Gessi, 8 Roma

 

UNA PER TUTTE

Venerdì 7 agosto. Ultimo giorno di lavoro prima della chiusura estiva presso la “Naturella”, nota fabbrica laziale che si occupa di produzione e distribuzione di carni preconfezionate, una dei leader nel settore agroalimentare italiano. Teresa, una delle donne del reparto “produzione brodo” viene convocata dalla direzione generale per una comunicazione urgente prima della sospensione estiva. Le altre sei donne che restano nel reparto si chiedono cosa possa volere la direzione a poche ore dalla chiusura. Al suo ritorno Teresa è tutt’altro che felice. Le altre la soffocano di domande, ma sono tutte fuori strada. La verità è agghiacciante. A causa di inflessione delle vendite, l’azienda si trova ad affrontare un periodo di forte crisi e per evitare che tutti i lavoratori ne risentano, la direzione ha scelto quello che ha ritenuto il “male minore”: un membro di ciascuno reparto dovrà essere licenziato. La modalità anche più assurda: dovranno essere loro a dover decidere chi del gruppo dovrà abbandonare il posto di lavoro. Lo sviluppo del dibattito fra le operaie porterà ognuna di essa a una fase di profonda riflessione. Ciascuna di loro cerca di difendere la propria “intoccabile” posizione. Tra momenti più brillanti in cui decidono di affidarsi al caso estraendo a sorte e momenti più riflessivi, il gruppo si sfalda ed emergeranno contrasti, diversità di pensiero ed un’agghiacciante verità: pur di sopravvivere ciascuno di noi è disposto a fare qualsiasi cosa. Le amicizie si romperanno e verranno a galla alcune tragiche verità che comprometteranno per sempre gli equilibri di un gruppo che fino a quel momento era unito. Tutte per una, una per tutte, era il grido solito prima di cominciare a lavorare, una per tutte è l’invocazione di un sacrificio.

Federica Calderoni spiega: “Lo spettacolo affronta temi molto delicati: il lavoro, il tempo, la maternità, la malattia ma soprattutto l’amicizia. A primo impatto sembra che il testo ponga ai personaggi questa domanda: “a cosa sei disposta a rinunciare pur di salvare il tuo posto di lavoro?”, ma da una lettura, più approfondita, emerge che in realtà la vera domanda è un’altra: saresti disposta a rinunciare al tuo lavoro per salvare il tuo tempo?”